14 Dicembre 2025
Odio online
Il cyberbullismo è un fenomeno serio e dannoso che si manifesta attraverso l'uso di strumenti informatici per perpetrare comportamenti ostili e ripetuti. È importante essere consapevoli di questo problema e trovare modi per prevenirlo e affrontarlo insieme.
 

Il cyberbullismo è un fenomeno aggressivo e dannoso che si manifesta attraverso l’uso di strumenti informatici per perpetrare comportamenti ostili e ripetuti. Esistono diverse tipologie di condotte socialmente tipiche associate al cyberbullismo, le quali possono generare gravi conseguenze psicologiche sulla vittima, causando sensazioni di solitudine, depressione e bassa autostima. 

Del fenomeno si è diffusamente detto nel numero 73 (3-2023) di Ciberspazio e diritto (premere qui per saperne di più), scopo di questo breve contributo è quello di mettere in evidenza modalità e strategie per affrontare e prevenire, laddove possibile, tale fastidioso fenomeno. 

Quali sono le cinque diverse tipologie di condotte socialmente tipiche associate al cyberbullismo?

Le cinque diverse tipologie di condotte socialmente tipiche associate al cyberbullismo sono:

  1. Flaming: diffusione di messaggi elettronici caratterizzati da un tono aggressivo, violento, volgare e denigratorio, mirati a danneggiare un soggetto più vulnerabile.
  2. Cyberstalking: persecuzione persistente di una vittima attraverso canali informatici o telematici come telefonate, e-mail, messaggi, ecc.
  3. Denigration: diffusione informatica o telematica di notizie, fotografie o video, veri o anche artefatti, riguardanti comportamenti o situazioni imbarazzanti che coinvolgono la vittima, con il chiaro intento di danneggiare l’altrui immagine, offendere l’altrui reputazione o violare in qualche modo l’altrui riservatezza.
  4. Impersonation: utilizzo delle credenziali del profilo di identità digitale della vittima per causare danni o imbarazzo, tramite l’invio di messaggi o la pubblicazione di contenuti inappropriati, fingendo che provengano direttamente dalla vittima stessa.
  5. Outing and trickery: ricezione o detenzione di dati o immagini intime, potenzialmente diffamatori, della vittima, che possono essere ottenuti direttamente dalla stessa vittima o realizzati con il suo consenso, ma pubblicati senza il suo consenso attraverso reti informatiche come chat e social network, rendendole così visibili ad un pubblico di ampie dimensioni.

Quali sono le conseguenze e come possiamo proteggere noi stessi e gli altri dal cyberbullismo?

Il cyberbullismo può avere diverse e gravi conseguenze psicologiche sulle vittime, tra cui ansia e depressione, causate dallo stress e dell’isolamento sociale, bassa autostima, facendo sentire le vittime inadeguate e indesiderabili, disturbi del sonno, e più in generale problemi di salute fisica come mal di testa, nausea e disturbi gastrointestinali.

Per proteggere noi stessi e gli altri dal cyberbullismo, potrebbe essere utile adottare diverse misure preventive e reattive.

Innanzitutto è opportuno promuovere la consapevolezza e l’educazione sulle implicazioni del cyberbullismo, sia tra i giovani che tra gli adulti, e questo al fine di favorire una comprensione più approfondita del fenomeno e delle sue conseguenze. Poi è senz’altro importante promuovere l’uso responsabile della tecnologia e incoraggiare comportamenti on-line positivi, come il rispetto degli altri e la “gentilezza digitale” ma soprattutto incoraggiare l’uso sicuro e consapevole dei social media e delle piattaforme on-line in genere.

Da un punto di vista pratico, poi, ci pare opportuna la creazione e promozione di politiche e procedure per affrontare il cyberbullismo, sia a livello scolastico che in altri contesti sociali, che prevedano metodi per incoraggiare le vittime a segnalare tempestivamente i fenomeni di cyberbullismo e fornire loro supporto emotivo e pratico per aiutarle a superare le conseguenze negative dell’esperienza.

Ciò che però non può assolutamente mancare è una sana collaborazione tra i soggetti coinvolti: coinvolgere genitori, insegnanti, professionisti della salute mentale e operatori delle piattaforme on-line nella prevenzione e nell’affrontare il cyberbullismo, promuovendo una collaborazione multi-stakeholder per affrontare il problema in modo efficace.

E’ implementando queste misure che possiamo contribuire a proteggere noi stessi e gli altri dal cyberbullismo e a creare un ambiente on-line più sicuro e rispettoso.

Conclusioni

Il cyberbullismo può assumere diverse forme, i cyberbulli possono, ad esempio, creare gruppi privati escludendo intenzionalmente la vittima, oppure possono scegliere di includere la vittima nel gruppo ma di ignorare deliberatamente i contributi da essa prodotti o addirittura di boicottare e non rispondere alle sue interazioni, con il precipuo obiettivo di isolare emotivamente l’individuo. O, ancora, i cyberbulli possono anche etichettare la vittima con epiteti diffamatori o attribuirle caratteristiche negative, contribuendo così a isolare la persona dagli altri membri della comunità.

Tali comportamenti comportano gravi conseguenze psicologiche sulla vittima, causando sensazioni di solitudine, depressione e bassa autostima. E questa forma di esclusione sociale on-line può essere particolarmente dannosa perché avviene in un contesto in cui le interazioni sono invece sempre più spesso centrali per il benessere emotivo e la formazione di connessioni sociali.

 

Per approfondire:

- B. BELSEY, Cyberbulling: an emerging threat to the “always on” generation, in Internet all’indirizzo https://www.cyberbullying.ca/, 2005.

- N. E. WILLARD, Cyberbullying and Cyberthreats: Responding to the Challenge of Online Social Aggression, Threats and Distress, Research Press, 2007.

- P.K. SMITH, Ciberbullying: its nature and impact in secondary school pupils, in Journal of Child Psychology and Psychiatry, 49, 2008.

- M. MALIZIA, Dalla devianza alla criminalità mediatica, in AA. VV., I minori e gli adulti nell’era della comunicazione mediatica, Torino, 2016.

- E. MARIANI, D. SCAGLIONE, I comportamenti prevaricatori e violenti tra coetanei: dalla rappresentazione all’intervento, in Cass. pen., 11, 2008.

- RIGOBELLO e GAMBA, Disforia di genere in età evolutiva. Sostenere la ricerca dell’identità di genere nell’infanzia e nell’adolescenza, Milano, 2016. 

- G. LEMBO, Bullismo e cyberbullismo dopo la l. 29 maggio 2017, n. 71, Rimini, 2017.
                                                                                                                    
- S. STANCO, Cyberbullismo, in G. ZICCARDI, P. PERRI (a cura di), Dizionario Legal tech, Milano, 2020; 

- YBARRA e MITCHELL, Online aggressor/targets, aggressors and targets: a comparison of associated youth characteristics, in Journal of child Psychology and Psychiatry, 2004, 45(7).

- R. BOCCHINI e M. MONTANARI, Le nuove disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, in NLCC, 2/2018.

- N. NAPPI, Minori e dritto all'oblio: la normativa sul cyberbullismo e il ruolo del Garante per la protezione dei dati personali, in Ciberspazio e Diritto, 3/2023.

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