“All’alba di una mattina dello scorso novembre, una richiesta di aiuto arrivata sul portale del ‘Commissariato di PS Online’ ha fatto scattare un intervento urgente per soccorrere un minore vittima di estorsione sessuale online.
Il giovane, in forte agitazione, riferiva che un soggetto lo minacciava di diffondere le sue immagini intime in cambio di denaro. Il tono dei messaggi e la crescente disperazione del minore hanno immediatamente fatto temere agli operatori la possibilità di un gesto che potesse mettere a rischio la sua incolumità. Il personale del Commissariato ha stabilito un contatto per garantire il supporto specialistico nella gestione emotiva e operativa del caso. Le comunicazioni, mantenute senza interruzioni, hanno permesso di monitorare lo stato d’animo del minore e valutare l’urgenza della situazione.
Quando il minore ha riferito di volersi spostare verso una struttura pubblica, gli operatori hanno avviato una rapida attività di analisi su fonti aperte per individuare il luogo indicato e predisporre l’invio di personale. L’evento, coordinato dal Commissariato di P.S. on line si è svolto con particolare attenzione alla salvaguardia del giovane, che è stato raggiunto e messo in sicurezza. Poco dopo un familiare giunto sul posto, ha contribuito a rasserenarlo e riportarlo in un contesto protetto”.
Questo è uno dei casi concreti affrontati e brillantemente risolti dalla Polizia Postale nell’anno appena trascorso, frutto di un’attività strutturata in modo capillare su tutto il territorio nazione, della quale si è dato contezza nell’ormai tradizionale Report di fine anno che, anche per il tramite del nostro Osservatorio, viene portato a conoscenza dei cittadini (premere qui per leggere).
Il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, parte integrante della Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è articolato in cinque Divisioni e coordina le attività degli uffici territoriali, costituiti dai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica e dalle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica con competenza provinciale. Accanto alle funzioni di prevenzione, contrasto e supporto tecnico-scientifico, il Servizio assicura anche il supporto tecnico-logistico, indispensabile per garantire continuità operativa, gestione delle risorse e tempestività di intervento su tutto il territorio nazionale.
La Prima Divisione svolge un ruolo di governance strategica e di raccordo, coordinando linee operative, programmi formativi e funzioni di presidio. Al suo interno è incardinato il “Commissariato di P.S. Online”, punto di contatto diretto con i cittadini per segnalazioni, orientamento delle vittime e diffusione di alert. La Divisione si avvale del Settore personale, del Settore rapporti con gli uffici territoriali della specialità, Settore Formazione del Personale, del Settore Affari Giuridici, del Settore Relazioni Internazionali e del Settore Analisi e Pianificazione Strategica. Anche nel 2025 ha promosso campagne di sensibilizzazione, rafforzato la cooperazione con enti pubblici e privati e sviluppato strumenti di analisi strategica a supporto delle decisioni operative.
La Seconda Divisione, attraverso il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.), ha mantenuto un impegno costante nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Il Settore dedicato ai reati contro la persona commessi online ha intensificato il monitoraggio delle piattaforme digitali e consolidato protocolli di collaborazione con procure e servizi sociali, mentre l’Unità di Analisi del Crimine Informatico ha integrato competenze psicologiche e tecniche per fornire valutazioni di rischio e supporto alle indagini.
La Terza Divisione ha garantito un presidio essenziale per la sicurezza degli asset nazionali. Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), di cui quest’anno si è celebrato il ventennale dalla sua istituzione, ha operato per assicurare la resilienza delle infrastrutture critiche e la protezione dei grandi eventi, mentre la Sezione Cyberterrorismo ha fronteggiato le sfide poste dalle moderne minacce ibride: in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche, l’attività di intelligence ha permesso di intercettare le derive del radicalismo digitale e dell’hacktivismo ideologico attraverso un lavoro di anticipazione che ha consentito di individuare percorsi eversivi e neutralizzare campagne ostili prima che potessero tradursi in azioni violente.
La Quarta Divisione ha presidiato le minacce economico-finanziarie, sviluppando competenze di analisi dei flussi e investigazione su cripto-asset. Nel 2025 ha condotto indagini su circuiti di frode e schemi di monetizzazione illecita, supportando procure e proteggendo imprese e cittadini.
La Quinta Divisione ha garantito il supporto tecnico e forense indispensabile per rendere le indagini efficaci e utilizzabili in sede giudiziaria. Nel 2025 ha orientato la propria attività verso la programmazione e la progettazione di soluzioni innovative, con particolare attenzione alle tecnologie di intelligenza artificiale, rafforzando gli strumenti di analisi e di supporto alle indagini in collaborazione con centri di ricerca e partner industriali.
Venendo alle statistiche relative al numero degli interventi operati nel corso dell’anno colpisce, più che il dato quantitativo, quello qualitativo, in ragione dell’altissimo livello di specializzazione e professionalità dimostrate in risposta alle sollecitazioni del crimine informatico.
Basti pensare che su 51.560 casi trattati, ben 27.085 hanno avuto ad oggetto il cybercrime di matrice economico finanziaria che ha “fruttato” l’impressionante cifra di 269 milioni di euro.
Parallelamente, 9.250 sono stati gli eventi di computer crime rivolti a infrastrutture critiche, soggetti pubblici, aziende e privati, a testimonianza di una pressione costante sul perimetro cibernetico nazionale.
Analoga cifra – 9.564 casi – ha riguardato i reati contro la persona commessi on-line, nel cui ambito è dato di individuare ben 2.574 procedimenti incardinati per i delitti di pedopornografia ed adescamento di minori.
Non marginale è stato poi nel corso dell’anno il ruolo dell’Istituzione sul versante preventivo e formativo, mediante la promozione di iniziative di sensibilizzazione che hanno coinvolto migliaia di istituti scolastici e centinaia di migliaia di studenti, docenti e genitori, confermando la prevenzione come leva strategica per accrescere la consapevolezza digitale della collettività.
